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Merci Beaucoup

 

Teatro Comunale di San Giovanni | Persiceto, 

Sabato 28 marzo alle ore 21.00 | domenica 29 marzo alle ore 17.00

Merci Beaucoup

Scritto e diretto da Francesco Esposito
Compagnia TeatrOphelia

in collaborazione con il Conservatorio G.B. Martini di Bologna

Spettacolo a favore dell’Assistenza Nazionale Tumori

Il teatro, quando è davvero vivo, non si limita a rappresentare una storia: la interroga, la scava, la restituisce al pubblico come una domanda necessaria. È da questa idea profonda, che porta con sé un senso civile e sociale della funzione del teatro, che nasce Merci Beaucoup, il nuovo spettacolo scritto e diretto da Francesco Esposito, portato in scena dalla Compagnia TeatrOphelia in collaborazione con il Conservatorio G.B. Martini di Bologna. 

L’incasso delle due rappresentazioni – (lo spettacolo andrà in scena al Teatro Comunale di San Giovanni in Persiceto, venerdì 28 marzo alle ore 21.00 e sabato 29 marzo alle ore 17.00) – sarà devoluto alla Fondazione ANT “Franco Pannuti” ETS – Assistenza Nazionale Tumori.

Merci Beaucoup è una commedia agrodolce, un affondo tenero e spietato dentro una delle grandi rimozioni del nostro tempo: la vecchiaia custodita, sorvegliata, amministrata, e troppo spesso sottratta alla piena dignità del desiderio. Le protagoniste della storia fuggono da una casa di riposo; non da un luogo miserabile, ma da una struttura efficiente, perfino lussuosa, pensata per accompagnare con garbo l’ultima stagione della vita. E tuttavia, proprio lì, tra stanze personalizzate, ginnastica dolce e concerti settimanali, si consuma il sentimento più intollerabile: quello di essere già state salutate dal mondo. 

Dimenticate, sottovalutate, incomprese, compatite, queste donne decidono di opporre un ultimo, ostinato gesto di libertà alla narrativa della rinuncia. Non vogliono spegnersi in ordine, non vogliono morire “prima del tempo” nell’anima, prima ancora che nel corpo. E così la fuga diventa qualcosa di più di un espediente drammaturgico: diventa una dichiarazione di esistenza, un’insurrezione minuta e potentissima contro la pedagogia dell’attesa. 

Nella scrittura di Francesco Esposito convivono leggerezza e ferita, ironia e malinconia. La commedia non attenua il dolore: lo rende visibile senza retorica, lo lascia affiorare tra le pieghe del dialogo, nei piccoli slanci di orgoglio, nelle fragilità, nelle memorie, nel bisogno irriducibile di sentirsi ancora vive. Attorno alle protagoniste si muovono figure che amplificano e rifrangono il loro destino: una direttrice amorevole, impegnata a mantenere un’idea di vitalità; un’infermiera depressa, corrosa da una stanchezza dell’anima che guarda con insofferenza ciò che nelle anziane continua invece a brillare; e, sullo sfondo, l’intero sistema di relazioni frettolose e distratte con cui troppo spesso la società visita i suoi vecchi, salvo poi sottrarsi. 

Merci Beaucoup è, in fondo, un titolo che suona come una formula di cortesia e invece contiene un congedo, una resistenza, quasi una sfida. È il grazie pronunciato da chi non accetta di essere già archiviato, da chi continua a chiedere alla vita un supplemento di ascolto, di dignità, di desiderio. 

Lo spettacolo, interpretato da Margherita Ventaglio, Annarita Marchi, Barbara Barbieri, Elena Gaiani, Chiara Concato, Veronica Filiberti, Debora Govoni, Silvia Orlandi, Marco Marconi, si avvale inoltre del coinvolgimento di Allievi del Conservatorio G.B. Martini di Bologna, in un dialogo tra formazione, sensibilità musicale e pratica scenica che contribuisce ad ampliare il respiro dell’allestimento. 

In questo senso, Merci Beaucoup si inserisce con piena coerenza nel percorso della Compagnia TeatrOphelia, realtà che da oltre un decennio lavora a un teatro capace di dar voce alle donne e di assumere una precisa funzione sociale. La compagnia, formata da donne di età e professioni diverse, fonda il proprio lavoro su uno studio rigoroso del testo e del personaggio, anche attraverso l’approccio psicologico del metodo Stanislavskij. Non si tratta semplicemente di mettere in scena uno spettacolo, ma di generare pensiero, discussione, consapevolezza.